Questa tecnica è stata utilizzata dal Dürer , da Rembrandt, dal Canaletto. Anche artisti moderni come Picasso, Chagall, Morandi, Vespignani, Federica Galli e altri, hanno utilizzato e impiegato tuttora questa tecnica.
Consiste nel preparare una lastra di rame o zinco accuratamente sgrassata da ogni impurità e ricoperta da un sottile strato di cera d'api. L'artista interviene con punte di metallo di varie grandezze, graffiando la cera e lasciando scoperto il metallo.
La lastra viene quindi immersa nell'acido nitrico che va a "mordere", incidendo le parti rimaste senza la protezione della cera: ogni segno eseguito dall'artista diventa così un solco scavato nel metallo.
La lastra è quindi pronta per la stampa. Dopo aver tolto la cera residua, s'inchiostra tutta la superficie della lastra riempiendo i segni precedentemente realizzati; viene pulita con garza ( o "tarlantana" ) e collocata sul torchio; il tutto verrà passato attraverso due rulli i quali produrranno una pressione sufficiente a riportare il disegno dell'artista dalla lastra alla carta. Questo lavoro viene eseguito manualmente e deve essere ripetuto per ogni esemplare.